Piccoli informatici crescono

Piccoli informatici crescono

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Se state leggendo queste pagine è anche merito di una scatoletta marchiata Sinclair ZX-81. 👶🏻Avevo 6 anni e mio padre acquistò il primo home computer di larga diffusione in Italia. Per fortuna i marmocchi a quell’età sono ancora molto curiosi, per cui, affascinato da quei piccoli rettangolini bianchi che venivano sfiorati dalle dita del babbo, scoprii l’esistenza di una lingua, anzi di un linguaggio, che permetteva di realizzare alcuni piccoli sogni. 😳 Avevo appena conosciuto il BASIC e le sue formule magiche composte da parole in inglese che chissà come andavano pronunciate, ma che messe nella sequenza corretta creavano nuovi mondi sul televisore in bianco e nero e nella mia fantasia.🎉

La tecnologia crebbe più veloce di me, e così entrarono in casa mia:

➡️ il Commodore 64
Che dire… vuoi mettere la prima sera sul divano col papà, a premere CTRL+REVERSE e riempire lo schermo, con la barra spaziatrice, di righe colorate come se quei 16 colori fossero un miracolo?
E quando un sabato tornai da scuola ed entrando in camera trovai tutto buio e una voce metallica quasi incomprensibile disse “ciao Simone!” e di fronte al mio stupore aggiunse “Perché non mi capiscìììì?” (proprio con l’accento sbagliato sulla “i” finale!!!): era ancora quel mago di mio padre che mi stava aspettando per farmi una sorpresa con la cassetta per far parlare il computer! 😮

➡️ il Commodore 16
Il primo computer tutto mio! potevo usarlo senza dover attendere il permesso dei miei genitori! Il linguaggio di programmazione era per certi versi più evoluto/semplice di quello del C64, peccato che i limiti hardware non permettevano di eguagliarlo.😓

➡️l’Amiga 2000
Ricordo come fosse ieri, il ritorno in pullman da un concerto nel 1989: elencavo ad un amico le caratteristiche fantascientifiche di quel gioiello di mamma Commodore, che ancora una volta cambiò la storia dell’informatica… l’AMIGA! 🍀
Avrei dato qualunque cosa per possederne uno, ma il mondo professionale era tutto basato su quei maledetti PC con MS-DOS. Alla fine, miracolo dei miracoli, l’anno successivo mio padre acquistò un Amiga 2000 con una scheda JanusXT che permetteva quindi di avere accesso anche al mondo dos.
Un mostro di tecnologia che era in grado di riprodurre 4096 colori, parlare, suonare in stereofonia con una qualità quasi pari a quella di un compact-disc e lavorare in multitasking!
Il tutto con 512kb di RAM e un hard disk di ben 20Mb 😱
E poi l’Amiga mi ha permesso di conoscere il mio mitico amico Luciano!

➡️l’Amiga 1200 (che vedete in fotografia)
L’evoluzione grafica, con 262144 colori (scelti tra 16 milioni) e la portabilità: si infilava tranquillamente in uno zaino, anche se poi dovevi avere quantomeno un televisore a cui collegarlo.
Ancora oggi ho una copia del mio hard disk perfettamente funzionante tramite emulatore nel mio attuale computer… per trascorrere impareggiabili momenti di nostalgia 😃

…ed un sacco di dispositivi per interagire con questi computer ed effettuare calcoli, disegnare, comporre musica, studiare. Anni molto creativi e ricchi di soddisfazioni.💪😃👍

Nel frattempo qualcuno decise di frenare l’evoluzione dei computer (e purtroppo ci riuscì! 😈) distribuendo a tutto il mondo il sistema operativo più arretrato, scopiazzato e limitato che si potesse immaginare, e iniziò così la lunga serie di computers senza personalità, capaci di alzare sempre più rapidamente i limiti di velocità di calcolo del processore principale e di abbassare altrettanto velocemente la produttività di queste macchine elettroniche. La compatibilità col passato (anzi la preistoria) del software professionale fu l’arma vincente che permise a Windows di farla franca su quasi tutti, e al tempo stesso fu la fonte dei numerosi problemi che per decenni si è trascinato appresso questo sistema, e che per ironia della sorte sono stati per anni il fulcro attorno a cui ha ruotato gran parte della mia attività di consulenza informatica fino al 2007.🤣

Il resto della storia è troppo complicato per essere riassunto in poche righe mantenendo vivo il vostro interesse, quindi sappiate semplicemente che il tempo speso davanti alle tastiere qwerty, che da bambino disegnavo su un cartone per poter digitare lunghissimi listati in attesa di poter usare il computer vero di papà, mi ha visto scrivere su riviste italiane specializzate (tra tutte la mitica Commodore/Personal Computer Club 📖), conseguire una Laurea in Informatica 🎓, applicare l’informatica a tutti i settori di mio interesse (primo fra tutti la musica 🎵 e l’apprendimento 🤓), lottare con le varie releases di Windows, per dedicarmi in seguito a Linux 🐧 e poi stabilirmi nel 2007, grazie a Leopard, sui miei computer Macintosh 🍏, quando quel mondo era ancora un paradiso informatico esente da problemi (potevo lasciare il mio Macbook acceso per mesi senza nessun degrado delle prestazioni… fallo oggi se ci riesci!).

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